Scafati chiama e pretende

DOMENICO PEDONE
Domenico Pedone Presidente Comitato Scafati a DIFESA DEL SARNO

Ci sono momenti nella nostra vita che ci inducono a prendere coscienza della realtà che ci circonda.
Ci sono momenti in cui senti che anche tu devi rimboccarti le maniche, dare una mano. Ci sono momenti in cui non puoi girarti dall’altra parte e far finta di niente, momenti in cui l’Io deve trasformarsi in “Noi”.
ci sono momenti… Momenti come questo. Ora, adesso.

Noi siamo cittadini, i cittadini di un luogo che ci ha visto nascere, crescere, invecchiare, ma che abbiamo trascurato, dimenticato, lasciato morire senza fare niente.
Abbiamo lasciato che ci depredassero della nostra identità senza battere ciglio, abbiamo abbandonato la nostra città, rinunciando ad essere Comunità.
Ora Scafati chiama e pretende. Pretende il rispetto che merita da parte di tutti noi.
Non ci interessa sapere chi ha voluto tutto questo. Vogliamo semplicemente riacquisire il senso di appartenenza, sentirci una comunità, riprenderci le piazze, i vicoli, il fiume, la Villa.
Questo deve essere l’obiettivo o se preferite, “il sogno” del cittadino Scafatese.

Io penso si possa fare.
Ogni cosa può esser fatta, ogni obiettivo raggiunto, ogni sogno realizzato. Senza lamentele, ma partecipando attivamente alla vita cittadina senza voltarsi dall’altra parte.

Ma come come attivarsi? Come partecipare?
Esistono già sul territorio  diverse associazioni, comitati o laboratori di quartiere che svolgono attività di volontariato per risvegliare il senso di appartenenza alla comunità Scafatese e che si impegnano per riqualificare la città. Partecipare e rafforzare queste realtà sarebbe il primo passo per iniziare a prendere coscienza dei tanti problemi che affliggono Scafati.
Potrebbe essere il primo passo per lasciare la tanto decantata “lamentela virtuale” per impegnarsi realmente nel tentativo di risoluzione dei problemi.

Animiamo la nostra città, smettiamola di essere stranieri nelle nostre strade, passeggiamo per il corso, riempiamo la piazza. Incontriamoci, parliamo, discutiamo.
Non siamo stanchi di prendere la macchina per ritrovarci soli in un’altra città che non sia la nostra?
Non siamo stanchi di girovagare come apolidi senza cittadinanza?

Forse se lo facessimo, sarebbe una rivoluzione. Forse sovvertiremmo il senso normale delle cose.
Scafati è vuota. Dopo il traffico caotico, diventa una città fantasma, desolata, ma se noi decidessimo di animarne la piazza ed il corso, forse quel bar che chiude alle 20 resterebbe aperto. Forse le luci di quel negozio non si spegnerebbero e forse, chissà, quella saracinesca irrimediabilmente abbassata potrebbe rialzarsi.
La città siamo noi. Nessuno ce la restituisce se non siamo noi a riprendercela.

Domenico Pedone
Presidente del comitato a difesa del fiume Sarno

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