La grande tentazione

“attacca il ciuccio dove vuole il padrone!”

E’ difficile che passi giorno senza fare l’esperienza di leggere i vostri post e di ascoltare storie di concittadini piene di rassegnazione che raccontano decisioni di abbandono della partita a fronte di situazioni ormai ingestibili, che ti invitano – secondo il detto popolare – ad attaccare il ciuccio dove vuole il padrone.
Arrendersi e far finta di niente stanno diventando comportamenti sempre più diffusi guidati da leadership senza senso segnate dal delirio d’onnipotenza.
A ben vedere, queste “leadership cattive” hanno anche un senso: quello che i burattinai del momento, di cui sono espressione e strumento, assegnano alla citta’ riducendola ad una piattaforma di interessi.

Scafati e’ un gomitolo di cui non si trova il capo.

Resta solo da domandarti benevolmente: che posso farci?

Cittadini competenti e coscienziosi, anche giovani di talento raccontano di avere armi spuntate e voglia di arrendersi.
I più consapevoli s’interrogano come sia stato possibile arrivare a questo punto.

Una citta’ dove non scorre più acqua per far crescere esperienza, competenze, senso del bene comune; persone ormai inaridite e senza anima. Il gioco così è riuscito. Tutti finiamo per fare cose in cui non crediamo o, peggio, crediamo proprio siano sbagliate e contrarie ai valori che vengono senza pudore proclamati da podi e rilanciati sui social.

La politica scafatese e’ un circo, luoghi pieni di figuranti, giocolieri e comparse. Un palco pieno di gente che va e che viene senza una direzione che segnali, in qualche modo, la presenza di progetti fondati su una visione sostenibile.
E’ storia che vivo con dolore e rabbia. Mi avviliscono e mi tentano.

Chi pagherà poi i danni del capitale sociale distrutto?

Tra la gente c’è tanta tristezza.

Liberiamoci dall’abbraccio avvolgente che ci invita a lasciar perdere.
E’ questa la grande tentazione che prende tutti. Pensare che il nostro contributo, imprigionato nella “gabbia” di questa citta’, non serva a niente, sia una goccia nel mare, possa fare anche peggio.
La tentazione ti suggerisce di lasciar perdere, di rinunciare a qualsiasi comportamento che avrebbe il potere invece di illuminare quel “deficit di significato” di cui soffre Scafati e le leadership scafatesi.

Non bisogna lasciarsi andare tra le braccia della tentazione che ci fa pensare che il nostro contributo sia indifferente. Non è vero.

Per questo è necessario un  “CANTIERE SCAFATI“, con coraggio, vale sempre la pena di ribellarsi, per quel che si può, alla minaccia imperante dell’indifferenza.

INSIEME.

Pasquale Magro

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