La scafatese è tornata. Scafati risponde?

Il migliore attacco, seconda miglior difesa, un calcio spettacolare e spumeggiante costruito sulle idee e sulla qualità, un passo imponente soprattutto nel girone di ritorno: signore e signori, la Scafatese Calcio c’è. La signora del calcio campano si è rimessa l’abito da sera ed è tornata, vincendo, stravincendo il campionato di Promozione Girone D, riuscendo a portare a casa l’aritmetica certezza dell’approdo in Eccellenza con ben 4 giornate di anticipo.
Al minuto 92 della gara con il Salernum Baronissi, secondo in classifica fino a quel momento, è stata una punizione di Valentino Pirone a regalare alla squadra gialloblu la meritatissima promozione in, Eccellenza, quinta serie nazionale, a coronamento di una stagione fenomenale: iniziato con la netta vittoria per 5-1 sul Real Palomonte, il campionato della Scafatese ha visto nelle due gare con l’Angri i due eventi clou dell’intera stagione; se la netta sconfitta per 0-3 nel girone di andata poteva mettere a repentaglio la corsa del canarino, la vittoria a domicilio del ritorno ha sancito la consapevolezza del successo, con il gol decisivo di Luca Martone a respingere indietro di otto lunghezze la squadra grigio rossa, fino a quel momento della stagione più arcigna rivale degli uomini di Mister Macera.

La Scafatese, come abbiamo detto, c’è. Ma Scafati?

Da quella grandissima cavalcata del 1999/2000 a oggi sono ben sette i successi in campionato della Signora del calcio campano, in quasi tutte le categorie. Eppure mai come quest’anno il successo dei canarini sembra essere passato quasi in secondo piano, con una città spenta e in silenzio, mai partecipe e distaccata dalla squadra che la rappresenta.
Dove sono le bandiere fuori al Bar Cirillo? Dove sono quelli che riempirono il Comunale il 7 Maggio 2000? Che fine hanno fatto le 7 mila anime festanti del 6 maggio 2006, giorno della storica promozione in Serie C?
Si tratta dell’unico elemento brutto della spettacolare stagione canarina, perché evade il contesto relativo al campo, ai risultati e alle classifiche per andare a toccare tasti molto più delicati, quelli della socializzazione, quelli della scafatesità. Oggi la vittoria del campionato della squadra gialloblu non è nient’altro che un grido secco in una città muta. Una città muta e stanca, muta e vecchia, muta e morta. Una città distrutta nella sua essenza, etica e civile. Una città che di sera è come quello stadio la domenica: semideserta.
Una città che, per fortuna, è ancora amata da alcuni. Pochi ma ci sono.
E su quei pochi, oramai, abbiamo riposto le nostre speranze.
LA SCAFATESE E’ TORNATA.
SCAFATI NON ANCORA.
MA LO FARA’.
LO FAREMO.
INSIEME.

a cura di Pasquale Formisano

Commenti
Condividi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per Maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi