“Scafati obliqua” : uno sguardo intenso e globale sulla città

“Sguardi contemporanei” è il nome di un’iniziativa che da circa tre anni è promossa dal Circolo Arci “Ferro 3.0”, insieme alla Sezione cittadina dell’ANPI “Bernardino Fienga”. All’interno di questo percorso storico-culturale si inserisce la rassegna “Scafati obliqua”, che ha incantato e affascinato gli appassionati di storia e di spirito cittadino alla vigilia della Festa della Liberazione. Curata dall’artista scafatese Franco Cipriano e desiderata da tante altre personalità della città, “Scafati obliqua” ha lasciato un segno per la necessità e la forza dei temi trattati: la povertà e la sicurezza. Questioni dovute, questioni che toccano la cittadinanza. Con “Sguardi contemporanei” ci si cala, con occhio critico, nella “melma” scafatese, in ciò che resta, ma per essere cambiato.
«Il tentativo è cercare di aggredire le problematiche della città – spiega Raffaella Casciello, all’incontro in veste di moderatrice – cercando di coinvolgere le migliori intelligenze della città e della provincia per sortirne delle soluzioni pragmatiche. Scafati deve misurarsi con le differenze che ci sono in ambito di povertà e sicurezza e deve trovare nelle differenze una dimensione di equilibrio».
Coinvolte nell’incontro tre differenti personalità: Anselmo Botte, storico dirigente della CGIL Salerno, che ha cominciato le sue battaglie accanto agli agricoltori soprattutto nella piana del Sele e si è occupato della questione migranti nell’Agro-Nocerino Sarnese, Marcello Ravveduto, giovane professore di Digital and Public History all’Università degli Studi di Salerno, impegnato in passato in delicati studi sulla camorra, e Alessandro Buffardi, giovane cooperatore di Castelvolturno che ha illustrato l’esperienza di “Casa di Alice”, una fattoria sociale, occupata da donne migranti vittime di tratta che, grazie al lavoro, cercano di riscattarsi.
«Ci occorreva lo sguardo di più persone per comprendere questioni complesse. Botte ci ha illustrato cosa è stato e cosa è diventato il sindacato in questi anni. Il Professore Ravveduto ci ha offerto uno sguardo sulla mobilità politica, sui possibili scenari futuri basandoci sull’avanzare delle destre oggi» spiega la Casciello.
L’iniziativa è stata, non a caso, fissata il 24 aprile per costruire una linea di continuità con l’antifascismo. «In questo mondo che cambia, in questo mondo di diseguaglianze feroci, la salvezza è la difesa delle minoranze, delle minoranze messe in un angolo a soffrire ogni tipo di crisi che il nostro tempo offre».
“Scafati obliqua” ha presentato l’opportunità di poggiare l’attenzione sulla coesione sociale, «La coesione sociale è ciò che ci permette di accettare le diversità e di accoglierle e mi riferisco soprattutto ai flussi migratori, che da sempre ci sono. Purtroppo in questi anni, complice la crisi, i tagli economici hanno riguardato soprattutto i servizi come i centri antiviolenza, gli sportelli di accoglienza per migranti, tutti i servizi essenziali hanno subito una progressiva diminuzione di investimenti. Ciò ha determinato un impoverimento e l’impoverimento ha causato una “guerra” tra popoli» ha sottolineato Raffaella.
Il senso di “Scafati obliqua” è una forte ricerca dell’uguaglianza: si deve fare leva sull’articolo 3 della Costituzione, sull’eguaglianza sostanziale, unica salvezza in un tempo di “conflitti sociali”.

A cura di Ilaria Cotarella

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