La gestione dell’ordinario

Da più parti, soprattutto su Facebook, si legge di una città, la nostra, in preda ad un degrado che diventa evidente anche nel semplice decoro urbano.

Strade impraticabili costellate di buche pericolose, profonde, insidiose, perché nascoste, in presenza anche di insignificanti eventi piovosi. Raccolta della spazzatura tra le più care ma non per questo di grado tale da soddisfare i criteri di pulizia e decoro.

 A dire il vero, un decoro che, purtroppo, molti nostri concittadini contribuiscono a tenere sul “basso profilo”.        Si dice, sicuramente in relazione a verità inconfutabili, che le gestioni da parte dei Commissari Prefettizi sono “ordinarie”. Naturalmente parliamo di figure istituzionali subentrate, così come la legge prevede, per responsabilità oggettive della sciolta amministrazione, in corso di ulteriori verifiche da parte della magistratura competente.

La domanda che sorge spontanea, come amava dire il buon Antonio Lubrano, di cosa parliamo quando diciamo che la triade prefettizia deve occuparsi dell’ordinario?

La salute pubblica, l’incolumità, la sicurezza, il decoro sono stati declassati nelle eventualità straordinarie? Facciamo appello ai nostri designati amministratori affinchè possano avere la disponibilità, il tempo ed il senso del dovere necessario per “camminare la città”. Per poter toccare con mano le incombenze e le condizioni di disagio che proprio ordinariamente condizionano la vivibilità. La stragrande maggioranza dei nostri concittadini non ha partecipato allo scempio prodotto per gli interessi di pochi.

Questi stessi scafatesi, oggi, devono vivere in una città dove i riferimenti sono solo un ricordo.

A cura di Antonio Matrone

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