Che fine hanno fatto i trofei della Scafatese

Li dovevate vedere gli occhi di Carlo Staiano e Mario De Simone quel lunedì mattina che fummo chiamati nella vecchia sede sociale della Scafatese Calcio in via Domenico Catalano, quella operativa nell’epoca del presidente Roberto Pascale. A destra e a sinistra potevo scorgere sia gli occhi di chi quel luogo lo vedeva per la prima volta sia le emozioni di chi ci aveva passato anni interi e intensi; in entrambi i casi, però, era palpabile la sensazione di rivivere la storia di una società e, di conseguenza, di una intera città. Una storia unica che, però, alla luce del nuovo campionato di Promozione conquistato quest’anno, lascia finalmente in bocca un sapore di speranza per il futuro.
In quella vecchia sede, oramai impolverata, abbiamo potuto recuperare gagliardetti di società gloriose, oltre a un numero considerevole di foto storiche relative al passato canarino, dagli anni ’60 fino al nuovo millennio, dal campo in erba battuta fino al verde scintillante dell’erba naturale.
Come Mario e a differenza di Carlo io in quella sede c’ero già stato, negli anni della prima adolescenza, e una domanda mi è sorta spontanea: ma tutti quei trofei conquistati dalla società gialloblu dove sono finiti?
Prima di poter rispondere occorre fare un salto temporale e provare a rivivere i vari spostamenti delle sedi sociali gialloblu nell’arco degli ultimi venti anni: nel 2003/04 Roberto Pascale lascia la presidenza del club nelle mani di Vincenzo Cesarano che riesce, al primo tentativo, a vincere il campionato di Eccellenza. La sede sociale viene trasferita in via Luigi Sturzo e mostra ancora tutti i trofei della storia canarina, così come anche la sede successiva, in Piazza Vittorio Veneto, dopo che la società aveva nuovamente cambiato presidenza e proprietà, con oltre 90 soci a contribuire alla creazione di un sogno collettivo, quello dell’approdo tra i professionisti dopo 59 anni di assenza. Poi tre anni di Lega Pro senza nessuna retrocessione sul campo ma coi noti problemi economici e dirigenziali che mandano in frantumi l’amore calcistico di una città. Dall’estate del 2010 la Scafatese torna a Vincenzo Cesarano mentre nel 2014 trova finalmente anche una nuova sede sociale, all’interno del Centro Commerciale Plaza. Qui accade qualcosa, perché fin dal giorno dell’inaugurazione della sede ci si rende conto che tutte le coppe, le targhe, le foto, i ritagli di giornale storici, si erano completamente volatilizzati. Ho partecipato anche personalmente all’ultimo (e spero definitivo) trasloco, negli uffici dello Stadio “Comunale 28 Settembre 1943”, e ho potuto constatare in prima persona la mancanza di ogni sorta di riconoscimento storico della Scafatese.
Che fine ha fatto la targa Capocci? Che fine ha fatto la Coppa Campania? E le coppe rappresentanti le vittorie dei campionati 1976, 2000, 2003, 2007, indissolubilmente scolpiti nella memoria dei tifosi?
Chiunque sappia qualcosa a riguardo è pregato di metterla al corrente dell’intera comunità, perché quei piccoli aggeggi di pochi grammi portano addosso il sapore dei ricordi, del sudore, della storia, non solo della Scafatese ma dell’intera Scafati. Se avete notizie siete pregati di renderle pubbliche, altrimenti verrebbe da pensare che qualche “furbetto” stia nascondendo impropriamente dei beni appartenenti all’intera città e a tutti i cittadini.

A cura di Pasquale Formisano

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