La festa della Madonna di Bagni tra religione e folklore

È prossima la tradizionale “Festa della Madonna del Santuario di Bagni”, famoso e conosciuto tempio religioso di origine barocco che ogni anno rende omaggio alla Vergine dei Bagni durante il periodo dell’Ascensione catturando l’attenzione locale e non, in un mix di tradizione e religione.
La Parrocchia Maria SS. Incoronata dei Bagni in collaborazione con l’Associazione Musicale e Culturale “I giovani della Tammorra di Bagni” ha organizzato nei minimi dettagli  la XXXIV Edizione della “Festa dà Madonna ‘e Vagne” che si terrà dal 9 al 13 maggio c.m.
Le celebrazioni religiose avranno inizio il 9 maggio, in quell’occasione molte persone si recheranno presso il Fosso dei Bagni, meglio noto come ‘o Fuoss ‘e Vagne, ognuno con il cuore colmo di speranza e fede per chiedere qualche intervento divino. È proprio presso la fonte miracolosa che la Madonna compirebbe i suoi miracoli.  Sono varie le leggende collegate alla fonte miracolosa da cui ha tratto origine la devozione della Madonna di Bagni, considerata tra le feste più importanti e suggestive della Campania. Il culto della fonte miracolosa risale agli inizi del Seicento sulla base di varie versioni leggendarie, ricche di fascino e capaci di attirare l’attenzione di piccoli ed adulti.
Si racconta ad esempio la storia di un piccolo maialetto con numerose piaghe sul corpo che sguazzando in un fosso colmo di acqua trovò un’immagine della Madonna e miracolosamente guarì. Nel corso dei secoli nella tradizione popolare, il maialetto fu sostituito da un principe affetto da lebbra che bagnatosi con l’acqua prodigiosa in cui era immerso il quadro della Vergine Maria riacquistò completamente la salute. In seguito a tali avvenimenti il Fosso dei Bagni divenne luogo sacro e prodigioso e meta delle tante persone che cercavano con fede una guarigione fisica o interiore, si decise, quindi, di edificare una piccola chiesetta ed a poche centinaia di metri la c.d “Fonte Miracolosa”, dove avveniva l’immersione completa dei fedeli. Il tempo è trascorso, ma la fede è rimasta immutata ed anche quest’anno i fedeli si preparano alla consueta e sentita celebrazione, la cerimonia verrà inaugurata con la benedizione del fosso, dotato di rubinetti per consentire ai fedeli di bere l’acqua miracolosa. Dopo la celebrazione della Santa Messa, una vecchietta intingerà una piuma di gallina nell’olio santo e benedirà tutti i partecipanti.
La festività della Madonna dei Bagni conserva non solo componenti religiose,Festa Madonna di Bagni
ma anche quelle spiccatamente folkloriche, la festa, infatti, prosegue con canti e balli popolari che si svolgono vicino alla fonte sacra, con l’utilizzo delle tammorre e altri caratteristici strumenti della tradizione contadina che allieteranno i festeggiamenti. A “Festa da” Madonna ‘e Vagne” tra antico culto e tradizione popolare offre, inoltre, un ricco programma civile: giovedì 10 maggio nella Piazza Madonna dei Bagni si aprirà la XIX edizione “Terra e Tammorra” patrocinata dall’Associazione Musicale e Culturale “I giovani della Tammorra di Bagni”.
La kermesse è ricca di appuntamenti:
– Venerdì 11 maggio, ore 21.00 canti popolari ad opera del gruppo “ I Virtuosi della Tarantella” con il maestro Tonino Boccella di Paternopoli;
– Sabato 12 maggio, ore 21.00 “I giovani della Tammorra di Bagni” offriranno una serata interamente dedicata ai canti popolari della tradizione;
– Domenica 13 maggio, ultimo giorno di festa, si concluderà con canti popolari spontanei come da antica tradizione.
Non mancherà, come ogni anno il conosciutissimo “Carretton ‘e Vagne”, icona contadina del passato annoccato con fronde e fiori di carta velina, scortato da carrettini ornati a festa, ed accompagnati  dai famosi “chirchi” che sfileranno per le strade della contrada bagnese, consentendo  un piacevole tuffo nel  del passato. Anche quest’anno Bagni, grazie alla tenacia e determinazione degli organizzatori dell’evento, potrà godere seppur per pochi giorni di grande vivacità, ancora una volta religione, folklore e tradizione potranno intrecciarsi dando vita ad un’aggregazione sociale e civile, a dimostrazione che la fede fortunatamente regge ancora di fronte alla frenesia della vita diventata irrimediabilmente troppo mondana. 

A cura di Veronica Faiella

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