Il mondo dei bambini visto dagli occhi di un’illustratrice

Intervista a Raffaella Avitabile che ci conduce alla scoperta delle illustrazioni

Spesso, quando si parla di libri, si pensa all’autore, allo scrittore, insomma a chi ne ha curato il testo, trascurando l’importanza e il ruolo che ricoprono le illustrazioni per gli adulti, ma soprattutto per i più piccoli. I libri illustrati, per il bambino, rappresentano una delle maggiori fonti di immagini in cui, molte volte, ciò che è raffigurato spiega o addirittura  sostituisce il contenuto finendo per essere fondamentali metodi comunicativi ed espressivi.
In ogni bambino l’elaborazione dell’immaginario, delle rappresentazioni e delle storie è fondamentale per poter raccontare fatti o parlare delle proprie esperienze e questo è possibile solo se, nel tempo, ha acquisito un bagaglio di immagini. Pertanto, è importante che i bambini possano facilmente avvicinarsi ai libri illustrati, da sfogliare insieme al genitore, al nonno o ai suoi coetanei nei diversi luoghi come casa, scuola o biblioteca poiché la lettura di immagini  introduce alla lettura vera e propria. Ecco, dunque, che l’arte dell’illustrazione diventa un passaggio fondamentale per la crescita culturale e intellettiva del bambino. Inoltre, nelle figure illustrate, il ricorso a colori vivaci e intensi ha una funzione specifica in quanto è diretta a facilitare nel bambino il ricordo di un particolare o a semplificare i meccanismi di collegamento fra immagini e concetti. Dietro al mondo delle illustrazioni, quindi, c’è un lavoro ben mirato e studiato che qualcuno ha messo in atto a beneficio di tanti piccoli neolettori. Quel qualcuno ha anche un nome.
Si chiama Raffalla Avitabile, in arte Creart Raffy, 31enne originaria di Gragnano, ma scafatese di adozione, nonché madre di due bambini. Raffaella, in collaborazione con la scrittrice di racconti per bambini, Amelia Tipaldi, ha dato luce e soprattutto, è il caso di dirlo, forme e immagini, alle diverse storie per bambini di varie età. Tra questi “L’amore di un papà”, “i bambini delle mamme che lavorano”, “il bacio della mamma”. 

L’abbiamo incontrata l’8 maggio presso la Sezione Ragazzi della Biblioteca comunale “Francesco Morlicchio”, in occasione dell’evento “La lettura  è un tuo diritto. Leggere e illustrare”. L’occasione ha, peraltro, visto impegnati i bambini delle scuole elementari di Scafati in un laboratorio d’acquerello diretto proprio dall’illustratrice Avitabile i cui lavori personali saranno in mostra presso la medesima sede dal 1 al 15 maggio con una rassegna dal nome “Illustrazioni ad acquerello: dall’idea alla realizzazione”. 

Ma conosciamola meglio.

Raccontaci di te. Come nasce il tuo interesse verso il mondo delle illustrazioni per bambini?
Il mio percorso formativo mi ha visto immersa nell’arte sin dalle scuole superiori. Infatti, ho frequentato l’istituto d’arte per poi laurearmi in fashion design. Inoltre, ho collaborato svariati siti e blog, realizzando diverse copertine di libri e vincendo un concorso di grafica per il logo della città di Ceva, in provincia di Cuneo. L’interesse verso le illustrazioni per bambini nasce da quando ho iniziato a leggere a mio figlio. Ho iniziato prestissimo, a sei mesi e le sue prime parole sono state “mamma, storia”.  Ne voleva sempre di nuove, ho conosciuto la biblioteca e gli albi illustrati mi hanno catturata.

A cosa e a chi ti ispiri quando realizzi i tuoi personaggi?
L’ispirazione solitamente nasce dalle parole. Cerco di non guardare troppo ciò che è già stato fatto se non per distaccarmi e cercare di fare un prodotto diverso. Molte volte influisce anche il desiderio dello scrittore perché spesso vorrebbe veder in immagini quello che ha scritto.


Comunicare ai bambini può sembrare solo apparentemente semplice. C’è qualche difficoltà in particolare che incontri durante le tue produzioni?
Comunicare ai bambini spesso mi risulta facile, perché ho uno stile molto vicino a loro e ho scelto gli acquerelli proprio per questo.

 C’è un lavoro a cui ti senti legata di più?
Ci sono lavori ancora inediti che aspettano una casa editrice a cui sono legata molto, ma in accordo con scrittori abbiamo scelto la strada più lunga. Non posso svelare molto ma i temi sono razziali e di emarginazione.

Cosa cerchi di esprimere ai bambini nei tuoi disegni?
Nei disegni cerco di esprimere quello che la storia mi richiede: nel caso dei lavori con Amelia c’è tanto amore, per poche immagini paura e altre emozioni.

 Cosa consigli alle persone che vogliono affacciarsi a questo tipo di lavoro?
Il consiglio per tutti quelli che amano questo lavoro: ci vuole tanta pazienza, passione e molta determinazione, sopratutto se si parte da zero senza conoscenze dirette. Poi un disegno al giorno per esercizio.

I tuoi lavori sono affiancati da Amelia Tipaldi che cura i testi, come nasce la vostra collaborazione?
Quasi tre anni fa mio figlio ripeteva la frase, “Mamma, raccontami una storia.” Siccome ormai i libri erano passati per lui, voleva che inventassi qualcosa. Cercai su google questa frase e mi trovai davanti il blog di Amelia me ne innamorai subito. Iniziai a leggere le poesie a Michele e anche lui se ne appassionò . Era il periodo in cui iniziavo a contattare scrittori per collaborazioni e iniziai a realizzare acquerelli per mio figlio. Così la contattai e le chiesi di collaborare. Iniziò un’amicizia, mi affidò una storia che oggi è diventata un video, “La storia delle scarpe innamorate”. A dicembre 2017 mi chiama dicendomi di aver pensato di realizzare un libro dal titolo, “I bambini delle mamme che lavorano”, poesia con più visualizzazioni e like.

A cura di Annalisa Giordano

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