Una lapide in ricordo del canonico Fabrizio D’Auria

In occasione dello scoprimento della lapide in ricordo del canonico Fabrizio D’Auria (1842 – 1911), fortemente voluta dal pronipote, il Dott. Domenico D’Auria, insieme al Dott. Francesco Donnarumma, scrittore e collezionista ed il Dott. Angelo Pesce, scrittore e storico ufficiale della città di Scafati, sabato 21 aprile scorso, le tre eccellenze hanno organizzato una sobria e solenne cerimonia in via D. Angelo Pagano, già via Croce, di fronte al palazzo avito della famiglia D’Auria. I due storici scafatesi sono intervenuti discorrendo sul reverendo canonico D’Auria, scrittore e sacerdote tenuto in alto conto nel suo tempo, che visse fra Scafati e il Vaticano, rivestendo incarichi di prestigio.
Egli fu scrittore, giornalista e primo tipografo di Scafati, città ove impiantò una tipografia da lui diretta e una libreria. Diresse il periodico “La Campana del Mezzodì” tra gli anni Settanta e Novanta dell’Ottocento. Al termine degli studi condotti presso il seminario diocesano nolano, nel 1863 ricevette il sacro ordine del presbiterato, venendo nominato da lì a poco economo della frazione San Pietro e destinato alla cura della cappellanìa del Ss. Corpo di Cristo. Per alcune vicende poco gradevoli a causa del suo forte temperamento, venne richiamato a Roma per dirigere il giornale cattolico “Il Consulente ecclesiastico”.
Dopo alcuni anni, ritornato nel paese natìo da lui tanto amato, si occupò dell’immensa distesa terriera di proprietà della sua famiglia (oltre 100 moggia), situata in località Li bossi, nei pressi delle contrade Belardinetti  e S. Antonio vecchio, ove egli era nato nel lontano 1842 da genitori originari di Lettere. Nel 1874 la famiglia si trasferì nel centro cittadino, alla via Croce, prendendo stabile dimora nel palazzo da poco eretto e ove il reverendo trovò la morte nel 1911.
Al termine della bella cerimonia, il Dott. Domenico D’Auria ha fatto accomodare gli intervenuti all’interno del palazzo, offrendo loro un ricco buffet. Nel corso della serata sono stati distribuiti dei simpatici segnalibri col ritratto del canonico D’Auria, riprodotto da un dagherrotipo della seconda metà dell’Ottocento, proveniente dall’archivio del Dott. Francesco Donnarumma.

A cura di Felice Marciano

Commenti
Condividi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per Maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi