Sara Lotta e una vita “quasi felice”

Al Ferro 3 si racconta la storia di Layla e delle sue paure

Venerdì 25 maggio, nell’intima atmosfera di un pubblico attento e raccolto, Sara Lotta, giovane speaker e scrittrice scafatese, ha presentato il suo primo libro
“Quasi Felice”, presso il circolo culturale ARCI “Ferro 3” di Scafati, da anni attivo sul territorio per iniziative letterarie, musicali e artistiche.
A moderare l’incontro con la scrittrice, la giornalista pubblicista Ilaria Cotarella che è intervenuta per porre in rilievo i tratti essenziali e più profondi del tessuto letterario di Sara Lotta.
Suggestive le letture interpretate dall’attrice Elena Fattorusso, del racconto dai contorni appassionanti ed emotivamente intensi.
Il libro racconta di una una ragazza scozzese di origine partenopea, la quale innesca una sequenza di eventi che permetterà di rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle sulla vita della madre, fino a scoprirne finalmente la natura. Una catena di cose non dette e non direttamente vissute che, nonostante tutto, non preclude la possibilità per ognuno di loro di ritrovarsi quasi felice. A fare da sfondo alla storia l’immagine della città di Napoli in cui il personaggio, Layla, si danna perché passeggia da sola, perché vive dei luoghi conosciuti dai racconti della madre senza di lei, come se la presenza della donna potesse cambiare la percezione dei luoghi ed il sapore delle esperienze. Uno dei messaggi che, infatti,  emerge è proprio questo: apprezzare la grandezza di Napoli e riconoscerne i limiti è il giusto modo di amarla, non giudicarne le brutture, ma accettarle, riconoscerne le bellezze anche quando sono “sporche” evita ogni tipo di delusione.  
In “Quasi felice” Sara Lotta esplora il dramma del mutismo familiare e dell’impotenza di fronte alla morte che qualsiasi parola porta con sé, esplora il dramma del tradimento che non porta via l’amore ma, lo rende tossico: il ritorno di chi ha tradito fa bene e fa male allo stesso tempo, ma se è proprio necessario che si scelga allora si preferisce soffrire perché si accetterebbe il ritorno di un amore non del tutto benefico. Nei vari interventi della serata, Ilaria Cotarella ha definito il libro una forma di “espiazione personale”, dove ogni personaggio affida alla carta ed all’inchiostro la speranza che quel vuoto di comunicazione con chi si ama o si vuole bene possa essere colmato.
La “quasi felicità” viene dipinta, dunque, come la condizione di chi è lontano dal massimo della propria contentezza e ci sta con rassegnazione perché non ha lottato per essa quando poteva: si dice sempre che i “silenzi diventano macigni” e poi opprimono.Sara Lotta e una vita “quasi felice”

In questo libro il messaggio generale è un po’ questo: il dialogo è forse la cura dei rapporti, non necessariamente è una cura efficace, ma fa sì che il rapporto prenda una piega e qualsiasi questa sia, rappresenta pur sempre un epilogo di una relazione importante.
Al termine della serata, i presenti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi personalmente con l’autrice, sorseggiando un drink sulle note di sottofondo di Layla di Eric Clapton. La presentazione del libro di Sara Lotta chiude uno degli ultimi eventi in calendario del circolo Ferro 3, il quale abbasserà le serrande della sede di via Chiesa Madre, ma che si manterrà ancora attivo sul territorio, proponendosi come portavoce di istanze artistiche e culturali per Scafati e non solo.

A cura di Annalisa Giordano

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