Racconto di un Pride

Come recita uno striscione realizzato da UDS Scafati (Unione degli Studenti), “The first Pride was a riot”, ovvero “Il primo Pride fu una rivolta”.
Il primo Pride, infatti, fu una rivolta organizzata da omosessuali e transessuali in un locale di New York, lo Stonewall Inn nel Greenwich Village. Da lì in poi molte persone iniziarono a lottare per i diritti della comunità LGBT+, delle persone di colore, delle donne.
Il 30 Giugno 2018 Pompei ha visto sfilare per le sue strade i partecipanti del Pride, nonostante prima dell’evento non siano mancate le polemiche che hanno visto come protagonista la religione. Sì, perché Pompei è la città Mariana per eccellenza, ma è anche la città che collega un po’ tutta l’area Vesuviana e meta di milioni di turisti ogni anno, motivo per cui è stata scelta per ospitare la manifestazione.


L’itinerario del corteo ha attraversato le strade principali: concentramento in Piazza Falcone Borsellino, poi via Carlo Alberto, via Roma e via Plinio, concludendosi in Piazza Esedra, sfilando a pochi passi dal Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario. Nonostante le numerose critiche in merito al percorso e alla vicinanza al Santuario, gli organizzatori del Pride hanno lottato e ottenuto il via libera, riuscendo a completare la manifestazione scortati dalle Forze dell’Ordine. In tantissimi, dunque, hanno sfilato in maniera del tutto pacifica e festosa a difesa della laicità dello Stato e dei diritti delle minoranze. Circa seimila le persone arrivate da ogni parte d’Italia e i turisti interessati all’evento.
Il “Pompei Pride” ha assunto una valenza fondamentale, ha ribadito i passi avanti dell’Italia su temi molto importanti, come affermato dal deputato Vincenzo Spadafora. Tanti anche gli interventi, sia durante che al termine del corteo, di vari esponenti di collettivi e associazioni, tra cui Arcigay Napoli, Arcigay Vesuvio Rainbow, Arcigay Salerno, Coordinamento Campania Rainbow, Arcigay Caserta, UDS Campania, Forum dei giovani Scafati, Forum dei giovani Pompei, Ventimila Sterline Pompei, Pompei Lab, Ferro 3.0 e tanti altri. Ospiti la senatrice Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili, il Sindaco di Napoli Luigi De Magistris e Giorgio Zinno, Sindaco di San Giorgio a Cremano, che negli ultimi tempi abbiamo visto protagonista di atti intimidatori di matrice omofoba. Dopo il discorso di Antonio Amoretti, presidente “ANPI Napoli”, i presenti hanno intonato “Bella Ciao”.
Una manifestazione all’insegna del divertimento e della riflessione.
«Un successo oltre ogni aspettativa», si è pronunciato Antonello Sannino, Presidente di Arcigay Napoli. Numerose le “Famiglie Arcobaleno” con i propri figli che hanno partecipato al corteo, ricordando allo Stato e alla popolazione della loro esistenza. Azioni di fondamentale importanza, in seguito alle dichiarazioni del ministro Fontana. Giovani di ogni età hanno manifestato per uguali diritti, ponendo le basi per una società migliore, una società antifascista. Alcuni ricordavano ai cattolici che la religione è basata sulla solidarietà e non sulla discriminazione. Altri invece ricordavano con semplicità che il mondo va guardato con gli occhi dell’amore.

Allora invito gli scettici, i contrari e tutti coloro che considerano la famiglia omosessuale un’utopia a partecipare al Pride di Napoli il 14 Luglio per toccare con mano tutto il cuore che gli organizzatori e i partecipanti impiegano per una società diversa da quella eteropatriarcale. Perché l’odio non serve, la famiglia è dove c’è tanto amore.

A cura di Mariapia Nappi

Foto di Alessandra Scarpa

Commenti
Condividi

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Per Maggiori informazioni leggi la nostra Privacy Policy

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi