“Rosso e Nero Lab”: quando passione ed insegnamento si combinano a Teatro

Si è concluso anche l’ultimo anno accademico del Laboratorio Teatrale, “Rosso e Nero Lab”, progetto artistico della Compagnia Teatrale, “Rosso e Nero”.
Ad esibirsi in un saggio di fine anno all’interno del Cineteatro “Don Bosco” di Scafati, in Piazza Vittorio Veneto, gli alunni del laboratorio. Guidati dall’audacia e dal talento di Antonella Barcellona, coach e autrice teatrale, e dall’insegnante di mimo corporeo, Danilo Napoli, i ragazzi hanno portato coraggiosamente in scena i loro corpi e la loro animosa voce lo scorso 27 giugno.

Si accendono le luci. Sette sedie in legno, un solo tavolino ed un pianto acuto. È in scena uno stralcio da “L’Orrenda Parola” di Achille Campanile, tutti gli attori in abiti scuri e gestualità evidenziate. Seguono poi, i monologhi degli allievi ed attori Giovanni De Santis ed Antonella Fortino, e Marco Gallo e Patrizia Mercurio in “Il sindaco del rione Sanità” di Edoardo De Filippo, degni di menzione per le loro delicate interpretazioni di Rituccia, in avanzata gravidanza, e Rafiluccio, suo compagno di sempre. Si torna in scena con “Assunta Spina” di Salvatore Di Giacomo, in cui le risate degli spettatori in sala l’hanno fatta da padroni grazie alla caratteristica e caratterizzata interpretazione di Donna Emilia dell’attrice Elena Dentato, al suo secondo anno accademico.
La serata si conclude con l’atto unico de “I morti non fanno paura” di Edoardo De Filippo.

Tutti giovanissimi, con la passione per l’Arte ed il palcoscenico, gli allievi di Rosso e Nero Lab. Dal primo anno Giovanni De Santis, Marco Gallo, Riccardo Fontana, Antonella Fortino e Francesca Spera, al loro ultimo anno, invece, Valeria Bagnano, Elena Dentato, Patrizia Mercurio, Anna Simeoli, Denise Ugliano, Andrea Vicidomini. Un lavoro, il loro, che nasce dalla tecnica, con lo studio di mimo corporeo, e che poi passa per l’attenta lettura dei testi teatrali. Interessante e coraggiosa la scelta di portare in scena non una sola opera, non un copione unico, ma stralci di opere teatrali, da Di Giacomo a Viviani fino a De Filippo, esemplari rappresentanti del teatro napoletano e non solo. In questo modo si intensifica lo studio sulla persona e sull’attore, soprattutto con i monologhi, in cui è necessario dover lavorare acutamente sul personaggio, sulle intenzioni ed i toni, sull’utilizzo della voce e sulla dizione, che sia per la lingua italiana o per il dialetto napoletano. Un lavoro che non è solo individuale, ma che diventa poi di gruppo.
Emozionanti i grandi aforismi e le citazioni degli immensi Artisti del teatro italiano ed internazionale, trascinati sul palcoscenico e recitati dai ragazzi al termine dello spettacolo, durante i loro ineluttabili saluti al pubblico.

«Abbiamo cominciato il percorso di “Rosso e Nero Lab” l’anno scorso, all’interno del Foyer ‘900, e avremmo voluto terminare il biennio accademico nello stesso teatro, ma chi è di Scafati avrà seguito le vicende e quindi saprà che non avremmo potuto, – ha dichiarato la coach Antonella Barcellona, al termine dello spettacolo, riferendosi alla chiusura improvvisa del noto locale – in questi mesi la famiglia Ugliano e la famiglia Dentato ci hanno ospitati per le prove e a loro va la nostra piena riconoscenza» ha continuato commossa.
A Nocera Inferiore permane la sede della Compagnia Teatrale “Rosso e Nero”, «Non so se il percorso accademico lo continueremo a Scafati, sicuramente a Nocera proseguiremo con il laboratorio e sceglieremo dei tirocinanti da inserire in Compagnia tra gli attori che hanno terminato il loro secondo anno» ha spiegato la coach Barcellona.
Ammirevole la passione dei ragazzi, che hanno deciso di intraprendere la strada dell’arte, concedendosi a pieno, senza riserve, e dei loro insegnanti, che hanno compreso l’importanza del dare e del tramandare.
Un progetto quello di “Rosso e Nero Lab” che non si consuma col saggio di fine anno, ma che continuerà a vivere grazie all’energia di giovani talenti, tra sipari che si aprono e assi in legno di palcoscenici futuri.

A cura di Benedetta Ferrara

Foto di Alessandra Scarpa

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