Sergio Catalano e “Laboratorio Vitrare”: impegno civico come unico imperativo

Sergio è un uomo creativo, paziente, eclettico, un uomo che da un anno, con la collaborazione di cittadini e realtà associative, sta coltivando il “Laboratorio vitrare”, per il quale investe tempo ed energie cercando di conciliarlo con la sua attività di libero professionista. Sergio non accetta meriti, o forse qualcuno, ci tiene a sottolineare che l’impegno è “di tutti” e che i cittadini “stanno reagendo”. Negli occhi e nelle parole fa trasparire il disinteresse con il quale va avanti nelle sfide civiche. Sergio è umile e schivo nel parlare di sé ed intenerisce quando afferma che si sentirebbe sicuramente “povero” se non avesse scelto di dedicarsi alla sua comunità.

Sergio CatalanoCominciamo questa intervista, cercando di capire Sergio chi è. Questo uomo poliedrico, che sta spiccando per il suo operato.
Comprendo bene che in un’intervista, spesso occorre tirare fuori il più possibile la personalità di chi è chiamato a rispondere. Per questioni legate al mio lavoro o ad altre attività creative ad esso collaterali mi è capitato spesso di parlare un po’ di più della mia personalità e formazione. Dopo però aver parlato di idee e progetti per la comunità, iniziative e percorsi collettivi, mi sento un po’ a disagio a parlare di me. L’attività associativa, in particolare quella rivolta al bene comune, o più in generale quella politica, ha molto a che fare con le persone ma penso che debba restare ben lontana da ogni forma di “personalismo”. Per questo mi scuso con chi mi interroga ed anche con chi mi leggerà, se mi limito solo a dire che mi sento una persona ricca per tutte le esperienze, positive e negative, che ho fatto nella vita grazie alla curiosità e l’eclettismo che ancora mi accompagnano. Senza l’impegno che ho scelto di dedicare alla comunità in cui vivo, attraverso “Laboratorio Vitrare” ed anche altre iniziative, sarei senza alcun dubbio, più “povero”.

Sergio, una personalità creativa, il fautore del “Laboratorio Vitrare”, qual è stato l’incipit dell’idea?
Non posso negare valore alla creatività che, anche se in forme ed intensità diverse, ho sempre ritrovato nella persone incontrate nella mia vita. In riferimento all’esperienza di “Laboratorio Vitrare”, mi sento di dire che esso è nato da un percorso comune intrapreso da cittadini, associazioni e vari gruppi di volontariato, alcuni già attivi da tempo nel centro storico della nostra città. In un momento davvero delicato per la nostra comunità, a partire da un’Amministrazione poco attenta alla cura del territorio fino allo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni camorristiche, molti sono stati i motivi di scoraggiamento e disillusione diffusa verso la politica e le Istituzioni. Al rischio di smarrimento e di pericolose derive verso l’antipolitica, una parte della popolazione, in varie forme associative e di collaborazione, ha provato però a reagire sforzandosi di riconquistare spazi e momenti di vita collettivi. Proprio per questo i cittadini dei Vetrai si sono incontrati nelle strade, nelle piazze e nei vicoli del quartiere, per parlarsi e confrontarsi, individuando problemi comuni ma anche punti di forza e potenzialità per risolverli. Nel luglio del 2017 è nato “Laboratorio Vitrare”, un luogo di incontro per cittadini ed associazioni con tanta voglia di partecipare alla riqualificazione del quartiere, di organizzarsi ed agire.

Quando comincia l’impegno civico? A cosa si è sempre “puntato”?
Ogni cittadino, per riuscire a vivere bene nella sua città o nel suo quartiere, dovrebbe dedicare un po’ del suo tempo alla comunità. Ciascuno può dare il suo contributo, anche minimo ma fondamentale per migliorare le condizioni di vita e le relazioni con i suoi concittadini. Quando poi lo stato di degrado e di illegalità diventa davvero critico, una comunità reagisce trovando proprio in sé stessa gli antidoti necessari. L’impegno civico ricerca dunque proprio nei luoghi di prossimità le sue ragioni fondanti, il suo inizio. Non si tratta però semplicemente di “buonismo” istintivo, ma di una visione, che può dirsi “strategica”, per salvaguardare il nostro futuro. Inutile sottolineare come un senso civico ben consolidato possa giovare enormemente anche alla qualità del dibattito politico ed all’attività delle Istituzioni.

Il “Laboratorio Vitrare” prende il nome dal noto quartiere scafatese. Ha un significato particolare che si chiami proprio così?
Con il termine “Vitrare” erano chiamati gli artigiani scafatesi, presenti nel quartiere con i loro laboratori tra il tardo ‘700 e la metà dell’800, che producevano la “vetrina” utilizzata per proteggere e dare brillantezza ai prodotti in terracotta. Da qui il nome antico del quartiere “Int’e Vitrare” poi italianizzato con “Vetrai”. Questa ultima denominazione ha però generato confusione sulla sua storia, evocando una presenza di lavorazioni del vetro mai esistite a Scafati. È per questo motivo che abbiamo deciso di chiamare “Laboratorio Vitrare” questo Comitato civico, cercando di restituire anche una certa dignità storica al quartiere. Per le comunità di quartieri “difficili“ come i Vetrai, non è semplice né per la politica, né per le istituzioni intervenire senza la collaborazione dei cittadini. Dunque l’azione prioritaria messa in campo da Laboratorio Vitrare è stata cercare di “fare società” e lavorare per trasferire ai cittadini un senso di appartenenza e di protagonismo. In mesi di impegno costante con lavoro di prossimità, vicolo per vicolo, porta a porta, e con l’aiuto di associazioni e gruppi di volontariato, abbiamo cercato di coinvolgere direttamente gli abitanti del quartiere in eventi o iniziative che riuscissero a far sentire loro di contare qualcosa per le Istituzioni. Il segnale dato ai cittadini ed anche alle Istituzioni è stato e resta ancora oggi chiaro: solo con la sua partecipazione attiva il cittadino può reagire al degrado ed al maltolto e riappropriarsi dei suoi spazi vitali.

Ad ogni impegno civico corrisponde una serie di attacchi, ma anche tanta sfiducia da parte di chi resta ad osservare. È successo anche a “Laboratorio Vitrare”? Come avete reagito?
Pur avendo percepito qualche perplessità iniziale, da parte dei cittadini meno attivi, verso alcune azioni di volontariato intraprese (Vitrare Puliti, Carnevale int’e Vitrare ed altre iniziative), non è stata mai manifestata sfiducia verso il lavoro del Laboratorio, né ci risultano “attacchi” all’impegno civico di abitanti del quartiere o altri cittadini di Scafati che vi hanno collaborato.  Anzi, sono giunte generose offerte di collaborazione da parte di cittadini ed associazioni della città che si sono anche concretizzate in varie iniziative svolte in questi mesi nel quartiere. È vero, come spesso accade, non sono mancati i soliti “pessimisti” (più o meno in buona fede), ma dobbiamo registrare che la stragrande maggioranza dei cittadini, anche quando non è scesa direttamente in campo, ha accolto con molto entusiasmo il lavoro di altri concittadini più “volenterosi”. Difatti oggi nella nostra città, tanti sono i gruppi, più o meno organizzati di volontari, che in diversi quartieri stanno lavorando per recuperare socialità, identità e senso di comunità, interesse e cura per il bene comune. Proprio per questo da qualche mese abbiamo promosso vari incontri con altre Associazioni e Comitati presenti sul territorio per dare vita ad una proposta comune per un nuovo Regolamento sulla collaborazione tra cittadini ed Amministrazione per la cura, la rigenerazione e la gestione condivisa dei Beni Comuni urbani”. In un recente incontro col Commissario Manari, una delegazione di rappresentanti delle Associazioni, che stanno elaborando la proposta, ha sottolineato l’importanza di dotare anche il nostro Comune di questo fondamentale strumento normativo che, attraverso l’istituzione dei cosiddetti “Patti di Collaborazione” già adottati in centinaia di Comuni Italiani, potrebbe certamente favorire il lavoro e l’impegno di tanti gruppi di volontariato già attivi sul territorio ed incoraggiare nuove forme di collaborazione o cooperazione da parte di molti altri cittadini desiderosi di far rinascere i luoghi in cui vivono. A chi esprime ancora dubbi sull’efficacia dell’azione dei cittadini, vorremmo dimostrare che il nostro impegno comune può concretamente sensibilizzare anche altri nostri concittadini che oggi sono “alla finestra”, e promuovere una nuova stagione di partecipazione responsabile e consapevole.

A cura di Ilaria Cotarella

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