LA FORZA CREATRICE DEL FEMMINILE: LA RISCOPERTA DELLA DONNA SELVAGGIA.

“Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni…”

“Siamo fatte della stessa sostanza della luna”

Il principio femminile nella sua espressione simbolica è collegato alla luna, figura di circolarità, ciclicità di infinite morti e rinascite.

La luna con il suo fascino misterioso e talvolta magico, con le sue eterne fasi, ha influenzato i culti delle più antiche civiltà. La dea della notte, con il suo volto etereo ha rapito lo sguardo solitario di marinai, sognatori, poeti ed esploratori dell’anima, identificandone nella sua forma i tratti della donna selvaggia. Donna, creatura creatrice e inafferrabile, eterea come la luna, misteriosa e piena, di un’interezza impalpabile al maschio. Feconda creatura, terra concava che contiene l’infinito, ignoto terrorizzante per il maschile che ha tentato di rubarne l’essenza, come strappare ad un fiore il suo profumo. L’impossibilità di rubare la sua intima natura lo ha costretto con violenza a reciderle le ali, con la lama affilata della cultura patriarcale e maschilista. Il potere dell’energia femminile è umanamente divino crea e genera immagini, è intimamente legato alla terra e alle sue stagioni, accoglie e protegge intuisce e si nutre di emozioni profonde quelle legate alla sfera dell’inconscio e del sogno.

“La donna selvaggia è dentro ogni donna”

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere voraci ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben inferiore a quello dei loro detrattori. Sono state il bersaglio di coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma anche i luoghi selvaggi della psiche, soffocando I’istintuale al punto da non lasciarne traccia. La rapacità nei confronti dei lupi e delle donne da parte di coloro che non sanno comprenderli è incredibilmente simile.”

Riscoprire la Via autentica che conduce all’io selvaggio significa togliersi le scarpe e sentire la terra viva e pulsante sotto i piedi. Avere il coraggio di guardarsi allo specchio spogliarsi delle maschere che incrostano il viso, riconoscere ed accettare le parti ambivalenti è il primo passo verso una vita autentica. Impariamo dalla lupa, se pur vive in branco secondo leggi antiche, se pur è madre accudente, compagna fedele, non dimentica la sua natura: vaga nella notte buia senza smarrire la via, richiama la sua essenza ululando alla luna. Le donne “se necessario…dipingono cieli azzurri sui muri della prigione … le donne mettono porte dove non ce ne sono, e le spalancano e le varcano, verso nuovi modi e una vita nuova … La cosa più importante è resistere, insistere, per la vostra vita creativa, la vostra solitudine, il futuro e la vita stessa. Resistete perché questa è la promessa della natura selvaggia: dopo l’inverno, viene sempre la primavera”.
Clarissa Pinkola Estés, “Donne che corrono coi lupi”.

Dott.ssa Marianeve Spinetti
Psicologa clinica

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